Taping Elastico e Edema Post Operatorio

Il Taping Elastico nel controllo dell’edema post-operatorio dopo ricostruzione del LCA

Cenni di anatomia, traumatologia e riabilitazione.

Il ginocchio costituisce l’articolazione più ampia e complessa del corpo. È un ginglimo angolare alla cui formazione partecipano il femore con i condili e con la faccia patellare, la tibia con la faccia articolare superiore e la patella con la faccia articolare.

A livello femorale i condili convergono anteriormente nella faccia patellare, posteriormente divergono e sono separati dalla fossa intercondiloidea. La faccia articolare della tibia corrisponde alle due cavità glenoidee dei condili tibiali separate dall’eminenza intercondiloidea. La patella è posta anteriormente all’estremità distale del femore con il quale si articola e superiormente alla tibia, cui è fissata dal legamento patellare. La superfice condiloidea del femore e quella della tibia non formano una concordanza, pertanto per aumentare il grado di complementarità tra le due superfici intervengono due menischi fibrocartilaginei: il menisco mediale ed il laterale. I mezzi di unione dell’articolazione sono rappresentati dalla capsula articolare e da numerosi legamenti che rinforzano la membrana fibrosa anteriormente, ai lati e posteriormente. Le strutture legamentose sono rappresentate dal legamento patellare, legamento collaterale tibiale e collaterale fibulare, legamento popliteo obliquo, legamento popliteo arcuato, legamento crociato anteriore e posteriore. I legamenti primari del ginocchio sono 4: due legamenti collaterali (LCM e LCL), e due legamenti che si incrociano al centro del ginocchio (LCA e LCP).

Il ginocchio è la regione più interessata nella traumatologia sportiva. Le lesioni capsulo-legamentose avvengono per traumi sia diretti che indiretti. Tuttavia nella maggior parte dei casi queste si verificano a seguito di traumi distorsivi. In particolare rottura del LCA nell’84% dei casi si verifica durante la pratica sportiva. I principali fattori di rischio sono costituiti da movimenti che portano in anteposizione la gamba rispetto alla coscia quali rapide decelerazioni, improvvisi arresti, cambi direzionali o atterraggio con ginocchio in iperestensione dopo un salto, dato che il LCA impedisce alla tibia di scivolare in avanti sul femore. In molti casi si ha la percezione della rottura del legamento associata ad algia moderata o intensa e quasi sempre incapacità a continuare l’attività sportiva.

La diagnosi si basa sull’anamnesi ed i test valutativi eseguiti durante l’esame obiettivo:

  • Test del cassetto anteriore

  • Lachman test

  • Pivot-shift test

È indicato integrare l’anamnesi e l’esame obiettivo con risonanza magnetica che sarà eseguita 2-4 settimane dall’evento lesivo (per evitare falsi negativi).

Dopo aver diagnosticato la rottura, il chirurgo ed il paziente decidono se optare per un trattamento chirurgico o conservativo. Le variati sono costituite principalmente dal tipo di attività svolta, dall’età, dalle aspettative del paziente e da eventuali altre lesioni capsulo legamentose associate.

Nel caso di scelta del trattamento chirurgico, è importante la pianificazione di una FASE PREPARATORIA ed una FASE RIABILITITIVA post-chirurgica.

La fase di preparazione mirerà principalmente a ridurre l’infiammazione, ripristinare il normale range di movimento e migliorare il trofismo muscolare in vista dell’intervento per favorire poi un miglior recupero.

CHIRURGIA: esistono diversi tipi di intervento di ricostruzione del LCA.

La tecnica più utilizzata prevede l’utilizzo di tessuto tendineo del gracile e semitendinoso autologhi in artroscopia. Altra tecnica prevede il prelievo del terzo centrale del tendine rotuleo attraverso una cicatrice mediana ed il suo inserimento in artroscopia. Una variante è rappresentata dall’utilizzo di un tendine d’Achille o rotuleo da donatore con il vantaggio di non prevedere il prelievo di tendini del paziente, evitando così di indebolire i flessori di coscia o il quadricipite come nei precedenti due casi. Il legamento viene inserito mediante dei fori praticati sulla tibia ed il femore e fissato all’osso, diventando in questo modo un nuovo LCA biologicamente vivo.

La fase riabilitativa, prevede un avvio precoce (2^-3^ giornata). Importante sarà da subito la mobilizzazione per il ripristino dell’articolarità. Si interviene quindi con mobilizzazione passiva, grazie alla quale otterremo gradualmente aumento del ROM (l’estensione sarà recuperata entro la 7^/10^ giornata). Una volta ottenuta una buona mobilità sia in flessione che in estensione, si passerà ad una mobilizzazione prima di tipo attivo-assistita e successivamente attiva. Contemporaneamente si mobilizzerà anche la patella in quanto a seguito dell’intervento sarà presente dell’edema che ne andrà a ridurre la mobilità, fondamentale per la normale articolarità del ginocchio. Verrà quindi utilizzato il ghiaccio, da somministrare per 10-15 minuti dalle 3 alle 6 volte al giorno al fine di ridurre l’infiammazione. Aiuteranno il drenaggio dell’edema la mobilizzazione dell’articolazione, contrazioni isometriche del quadricipite e movimenti di flesso estensione della caviglia che attiveranno la pompa muscolare.

Potrà essere di grande aiuto nel controllo dell’infiammazione sia in fase preparatoria sia in fase riabilitatival’utilizzo del Taping Elastico® applicato con tecnica drenante (linfotaping). In questo modo la superficie corporea coperta dal cerotto forma convoluzioni nella pelle che lavorano a livello interstiziale agendo indirettamente anche sulla rete linfatica superficiale, favorendo così il riassorbimento dell’ edema. La sua applicazione può aiutare a ridurre l’infiammazione, e il dolore muscolare. Applicheremo il tape andando a bendare anche le stazioni linfonodali a monte più vicine.

 che vanno ad agire sul flusso linfatico come pompe di drenaggio,

Negli gli obiettivi della fase riabilitativa rientrerà la normalizzazione dello schema del passo, il recupero della propriocezione, il recupero della forma e del trofismo muscolare, la ripresa completa delle attività quotidiane ed in fine il ritorno all’attività sportiva.

I tempi di recupero variano in base al paziente ed il protocollo riabilitativo è elaborato in collaborazione tra ortopedico, fisiatra e fisioterapista. In genere il tempo di convalescenza è di 2-3 mesi per il ritorno allo svolgimento delle attività quotidiane, mentre per il ritorno allo sport sono necessari 5-8 mesi a seconda del tipo di attività. Durante questo periodo il paziente verrà seguito da un preparatore atletico che guiderà la riatletizzazione fino a restituire completa fiducia nell’esecuzione del gesto tecnico.


  Bibliografia:
  1. Anastasi, G., Balboni, G., & Motta, P. (2012). Trattato di Anatomia Umana, vol. III. Milan, Italy: Ermes.
  2. Standring, S. (2010). Anatomia del Gray.
  3. Grassi, F. A., Pazzaglia, U., Pilato, G., Zatti, G., Causero, A., Denaro, V., … & Leali, P. T. (2012). Manuale di Ortopedia e Traumatologia. Seconda Edizione. Elsevier Masson Editore.
  4. Barni, L., Bartolucci, P., Falcone, A., Giacobone, M., Livi, S., Russo, L., Smiraglia, S.A., (2015). Taping elastico Manuale fondamentale e tecniche di applicazione. Giacomo Catalani Editore.
Sitografia:
  1. http://www.ortopediaborgotaro.it/otb-news/105-la-rottura-del-legamento-crociato-anteriore
  2. http://www.isokinetic.com/it/guida/dolore-al-ginocchio/interventi-chirurgici/ricostruzione-del-legamento-crociato-anteriore-lca_/446/890/ginocchio/1065285/
  3. http://www.ior.it/curarsi-al-rizzoli/ginocchio-la-ricostruzione-di-legamento-crociato-anteriore-artroscopia