Taping Elastico applicato al Tennis

Taping Elastico applicato al Tennis
Di sicuro, anche se supportati da quei pochi dati scientifici, si può affermare che, mentre in passato la tecnica e la tattica rivestivano per il tennis un ruolo primario per il raggiungimento di risultati di rilievo, negli ultimi anni si è evidenziato, in maniera sempre più marcata, che l’aspetto fisico e mentale sono divenuti il punto fermo su cui il tennista moderno appoggia le basi, per rendere possibili i miglioramenti prestativi. Anche per questo i metodi di allenamento dei tennisti stanno cambiando e le performance richieste, soprattutto ad alto livello, sono sempre più elevate e portano l’organismo dell’atleta a sollecitazioni muscolo-tendine sempre più importanti, sia come intensità che come durata dello sforzo. In particolare la spalla è sottoposta a sforzi importanti e spesso usuranti che portano sempre più spesso a patologie da sovraccarico quali sublussazioni, tendinopatie della cuffia dei rotatori, borsiti e artropatie di vario tipo. È quindi necessario utilizzare tecniche di prevenzione e rafforzamento per limitare i possibili infortuni e la diminuzione delle performance. In questo senso l‘applicazione di Taping Elastico® nei tennisti è un metodo utilizzato con sempre maggiore rilievo e con risultati tangibili. Anche  in numerose patologie legate al gomito, sia post traumatiche che da infiammazioni come epicondilite, epitrocleite  e dolori da legamentiti inserzionali, l‘applicazione di Taping Elastico®  è indicata come ausilio durante le terapie riabilitative e per fastidi e dolori muscolari o articolari. L‘applicazione di Taping Elastico®  al gomito è consigliato nel caso di infiammazioni tendinee: una patologia molto comune tra sportivi (non a caso viene comunemente chiamata “gomito del tennista o del golfista“) e soggetti che sono soliti sollecitare o tenere sotto sforzo i tendini (interni o esterni) del gomito. Due esempi di grande efficacia per  l‘applicazione di Taping Elastico® sono quelli che possiamo definire “dritto” e “rovescio”. L’applicazione “dritto” mira alla stimolazione della muscolatura prevalentemente reclutata nella fase di spinta del gesto specifico. Il rinforzo di questa concatenazione mio-fasciale determina, visti i risultati sperimentali, un potenziamento della componente esplosiva e una diminuzione di affaticamento in allenamento e in gara. Il bendaggio è da eseguirsi sull’arto dominante. L’applicazione “rovescio” mira alla stimolazione della muscolatura prevalentemente reclutata nella fase di spinta del gesto specifico. Il rinforzo di questa concatenazione mio-fasciale determina, visti i risultati sperimentali, un potenziamento della componente esplosiva e una diminuzione di affaticamento in allenamento e in gara. Il bendaggio è da eseguirsi sull’arto dominante.
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